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giovedì 14 gennaio 2016

5 vere verità sul taglio cesareo

Ed eccoci qui,
il piccolo cresce, sembra simpatico ed io,
finalmente, posso scrivere questo post che racconta del mio secondo t.c.
anche noto come taglio cesareo elettivo.

So che rischio di fare terrorismo psicologico, ma care mamme future,
io credo che qualcuno dovrà pur dirvi la vera verità, 
su alcune delle cose che succedono
e che di certo passano.
Ma dopo.
Mentre succedono  non ci pensi che passeranno.
Allora, ecco di seguito, nel mio lista-style, alcune scomode rivelazioni
fuori dai denti sul nostro adorato momento di "apertura".

- Il taglio di cui si parla è tecnicamente una piccola incisione.
Da parte a parte.
Con scavamento interno e 
con tanto di divaricazione galattica delle fasce muscolari,
una roba che manco il tacchino nel giorno del ringraziamento negli States

- Se siete fortunate, come nel mio caso, l' intervento si concluderà,
voi vi rimetterete in piedi,
ma la vostra schiena non vi seguirà.
La vostra figura somiglierà pericolosamente a quella di una vecchina
ma con molta pancia e senza bastone.
Ma le stesse rughe.

- Le vostre giornate si dipaneranno tra medicazioni,
coppette assorbilatte, asciugamani e bendaggi vari.
Dovrete dedicare al solo lavaggio del vostro corpo
mezze mattinate intere.
Presumibilmente vostro figlio piangerà esattamente, all'inizio,
a metà e alla fine.
Matematico.

- Dopo 4/5 mesi dalla nascita del marmocchio,
guardando la vostra pancia,
vi chiederanno: "quando nasce?"
(sssshhhhhh velo pietoso please!)

- Tutte le vostre amiche che hanno partorito con parto naturale
vi diranno "beata te, che non hai sofferto i dolori dell'espulsione".
Anche se l'istinto sarà quello, resistete, e non uccidetele.

In compenso,
i bimbi nati senza sforzo hanno capoccette tonde
e coloriti rosati, ma tranquille
nella stanza accanto alla vostra, 
ci sarà di certo quella che, una su un milione, 
ha un figlio bellissimo, partorito col naturale in un quarto d'ora
e che il giorno dopo gira in minigonna magra e truccatissima, 
come nulla fosse successo.

E' scientifico!

giovedì 8 ottobre 2015

Consigli non richiesti - L'usato per bambini

 

Alzi la mano chi si dichiara attenta all'ambiente!
Alzi l'altra mano chi, ad un investimento di centinaia di euro per una borsettina 
stile Sex and the City, preferisce un investimento di poche decine di euro
per un aperitivo sulla spiaggia! 
(E io qua vorrei averne diverse di mani da alzare)
Alzi la mano chi sa che per produrre un capo d'abbigliamento
si utilizzano risorse ingenti, veramente spropositate 
rispetto all' effettivo uso che poi si fa dei capi, 
soprattutto quando si tratta dei primi anni di vita.
Insomma, tutto questo per dire che io, sono fortissimamente a favore
del "riciclo" dell'abbigliamento, 
che tra l'altro porta con sè una serie di vantaggi
non indifferenti compresi i rapporti umani che ne possono derivare.
Per questo, ho deciso di  segnalare alcune delle risorse,
da me personalmente testate per l'acquisto di usato per bambini,
abbigliamento, ma non solo.

Comincio con la pagina di
curata da Valentina, seria, affidabile, 
molto attenta all'igiene,  famosa perchè apri le buste delle sue cose
e l'odore di fresco pulito ti riempie le narici.

C'è poi il sito  
super ecologico, conveniente e...facile 
con articoli selezionati e molto vari, che vanno dall'abbigliamento 
ai giocattoli, ai seggiolini auto.

Per ultimo, di tenore più alto, e con un principio più strettamente di swap, 
attraverso il quale si possono "vendere" i propri abitini in disuso
per "acquistare" capi usati,  a soli 5 euro al pezzo.
Qui c'è però solo abbigliamento di marca.

Di certo comunque, in ogni città abbondano le pagine facebook
di mercatini dell'usato, anche dedicati esclusivamente alle mamme, 
con l'innegabile vantaggio di poter avere feedback immediati dei venditori
e selezionare così i più affidabili e quelli che più corrispondono 
alle nostre esigenze nonchè ai nostri gusti.
Senza tralasciare la possibilità di trovare nuovi amici! 

Naturalmente, come sempre, si accettano segnalazioni!





domenica 5 luglio 2015

Il pannolino non si butta. Si lava



Una delle sfide della maternità, 
oltre a conservare almeno una parvenza di sanità mentale,
è quella di ottenere buoni risultati con una spesa sostenibile.

Inoltre, molte di noi, con il solo posare lo sguardo
sul frutto dei nostri 9 mesi di pazienza, 
siamo state quasi immediatamente catapultate 
nel mondo delle grandi domande.
Una di queste è: "Che mondo vivrà mio figlio/a?"
Insomma, per tutta una serie di motivi
ecologici, economici ed anche di rispetto del corpo dei propri eredi
molte di noi, scelgono la via dei pannolini lavabili.

Devo onestamente dire che è una cosa, come suol dirsi,
per molti ma non per tutti.
Io stessa con la prima gravidanza ci ho provato 
e non ce l'ho fatta, soprattutto perchè potevo contare pochissimo
sull'aiuto altrui.

Ma stavolta ci riprovo.

Stavolta ho messo in atto una strategia diversa.
Ho prima di tutto parlato con le mamme che li hanno usati,
le mamme amiche intendo, quelle che sai che tipe sono, 
ed ho trovato una fitta rete di indicazioni,
consigli e dritte, e qualcuna me ne ha addirittura regalati,
riducendomi la spesa di non poco.

In realtà la tipologia e la varietà sono molto aumentate in questi anni, 
ed è diventato molto più accessibile l'acquisto
soprattutto da altri paesi dove in generale sono più economici.

Ma anche in Italia ormai sono abbastanza reperibili, 
di certo molto più che 6 anni fa.

E voi? Avete provato? Siete curiose?
Avete link utili da segnalare?
Fatevi avanti!

giovedì 11 settembre 2014

10 cose da fare prima di morire



Avete presente quando siete per strada e avete il tempo
o non so, l'ispirazione di guardarvi intorno?
Non succede sempre, perchè spesso in realtà
state pensando ai fatti vostri,
alle volte proprio fisicamente non c'è spazio nel cervello per stimoli esterni.
Io quando sono in giro, l'unica cosa che noto fisso,
sono i vecchietti.
Ogni volta mi domando, che vita avrà fatto questo?
Cosa penserà la signora sulla panchina, accompagnata dalla sua badante?
(cosa pensa la badante, a parte "che palle questa, con questo sguardo perso nel vuoto,
e manco una chiacchierata ci posso fare, ecc. ecc",  credo lo penserei anch'io al posto suo).
Insomma, per dire, io vedo un sacco di gente vicina al capolinea che cerca di sopravvivere.
Tra questa gente quella che mi colpisce sempre sono le nonnine che parlano da sole.
Se immagino la mia vita tra un tot,
e manco tanto lontano, mi immagino così:
secca, con quel tantinello di gobba, le mani nodose,
e che parlo, parlo, parlo...
da sola, o che so, alle piante, alle colonne, ai tavolini.
Allora, ho pensato che, prima che arrivi la falce,
voglio essere un pò martello (e noterete la fine citazione politica
che però, appunto, aveva senso solo all'epoca mia!)
e concedermi cose che non ho ancora fatto,
per farle come non ci fosse un domani
che forse, in effetti potrebbe non esserci, all'epoca in cui avverranno questi fatti.

Segue solita inutile lista in 10 punti:

1) Andare ad Ibiza,ubriacarmi, drogarmi, ballare,
girare seminuda per strada come fosse normale
nonostante nè l'età nè il fisico mi consentano di non essere ridicola.

2) Andare a CapoNord in macchina,
attreversando mezzo mondo, sola,
raccogliendo gente lungo il cammino

3) Imparare almeno altre 2 lingue,
ma non nel senso di sapere 3 parole sempre utili.
Proprio nel senso di poter parlare anche con una pianta
o un tavolino, però in francese oppure in spagnolo.

4) Vedere tutti i film di, in ordine sparso:
Antonioni, De Sica padre, Fellini, Wenders
qualche regista coreano e qualcuno cinese

5) Riuscire a leggere per intero un altro libro di Fabio Volo,
che all'epoca potrebbe essere diventato pure un pò peggio,
quindi un sacrificio vero e proprio

6) Tornare in India, però senza tutte le vaccinazioni,
e fotografare ogni angolo di strada e ogni tempio,
e farmi le foto con i bambini.

7) Fare almeno un lancio in paracadute,
perchè se non lo provi, non sei nessuno
e tutti quelli che l'hanno fatto ti dicono "non puoi capire".

8) Visitare la tomba di Michael Jackson,
che avete voglia a dire, ma morto lui,
nessuno ci è ancora riuscito, ad arrivarci.

9) Telefonare a Paolo Sorrentino,
per dirgli che oltre a fare dei bellissimi movimenti di macchina,
nei suoi film non c'è altro da vedere. E che il suo libro l'ho letto
e per essere un regista, ha fatto degli errori di edizione gravissimi.

10) Fare la Rivoluzione.

Ora naturalmente potrei scrivere per ore,
ma il mio metro,mi sa, non è lungo abbastanza.

martedì 3 giugno 2014

Breve sunto della mia vita



Nascita
Infanzia stitica ma felice
Bimba intelligente
Punte e mezzepunte
Vacanze
Ciclo
Ragazzina
Sembra più grande
Amore non corrisposto
Disperazione d'amore
Fine amore
Divertimento
Molto divertimento
La ragazza è intelligente, ma non si applica
Politica
La ragazza è intelligente, ma scapestrata
Divertimento
La ragazza è intelligente, ma esagera
Divertimento
Università
Amore
Grande Amore (anche detto servizio militare perchè è durato 1 anno)
Dolore
Molto dolore
Perchè non mi vuole più?
Lavoro
Università
Lavoro
Università
Lavoro
La ragazza è volenterosa e si impegna
Lavoro
La ragazza farà strada
Lavoro
La ragazza è brava, può accedere al prossimo turno
Lavoro
Amore,
Sei l'amore della mia vita, ma....
........
Lavoro
Oh ma questa è proprio brava!
Viaggi
Sei l'amore della mia vita, ma....
........ Lavoro
Lavoro
Lavoro
Divertimento
Viaggi
Lavoro
Sei l'amore della mia vita, ma
.......ma....
Basta ma, Ciao!
Ti amerò per sempre
Lavoro
Lavoro
Divertimento
Ohoh, Houston....
Panza, sempre più panza, sto per esplodere
Taglio
Ehi, ciao, allora eri tu che stavi dentro di me?....sei bellina? sembri bruttina
Allattamento
Traslochi
Svezzamento
Ma come ho fatto a farti così bella, sana e intelligente?
Lavoro
Separazione
Dolore
Barcollo ma non mollo
Lavoro
Trasloco
Altro trasloco
Amore mio, ce la faremo
Stanchezza
Sei una milf
Sono orgogliosa di te
Lavoro
Lavoro
Lavoro
Oh, ma questa da quando è mamma non è più così brava
Amico che diventa Amore
Amore
Gioia
Ti piace questo a mamma? No, fallo dormire sulla sedia!
Risate
Amore
Lavoro
Matrimonio
Lavoro
Lavoro
Orgoglio
Oggi.
Orgoglio.


giovedì 15 maggio 2014

Bello, Attento a te!




Vietereste ad una persona fortemente miope,
di indossare gli occhiali?
E ad un sordo di portare l'apparecchio acustico?
Oppure ad un diabetico di assumere insulina?
Se la vostra risposta è NO,
sono sicura che vi sconvolgerebbe un pò sapere,
che ci sono tecnologie e metodologie,
atte a favorire il corretto sviluppo
degli studenti con DSA,
che però sono difficilmente utilizzate e messe in pratica
dalla maggior parte delle strutture
che si occupano di far crescere i nostri figli.
La tecnologia, lo sviluppo, la conoscenza di certe materie
ci ha aiutati, come società, ad andare avanti,
a progredire e con questo, ad includere chi
ha uno svantaggio,
all'interno di un processo di "socialità"
che fa bene a tutti.
I bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento,
sono spesso, scambiati per bambini pigri,
svogliati, disattenti e lenti.
Anche la più elementare pedagogia, invece,
riconosce nell'accettazione del bambino da parte dell'esterno,
la base per il corretto sviluppo di una autostima,
assolutamente necessaria, soprattutto di questi tempi.
Spesso però, la scuola e le famiglie non sono in grado,
di affrontare quelli che, a causa di una solitudine rispetto alla situazione specifica,
sembrano problemi enormi, e talvolta addirittura insormontabili.
Eppure, le statistiche recenti stimano che 1 bambino su 5,
quindi il 2 su 10, quindi 20 su 100, soffre di Disturbi specifici di apprendimento.
Quindi sembra essere una cosa diffusa.
Bisogna certo dire che, se è difficle per una mamma accettare che un figlio
possa essere "diverso", e se resta difficile per una scuola
sostenere i bambini in un percorso di crescita specifico,
è in parte dovuto al fatto che appunto, i genitori sono troppo soli,
ad affrontare certe situazioni, che invece sono più che risolvibili,
semplicemente sapendo come muoversi.
Per questo è nata:
Attento a te Onlus  un'associazione che si prende cura dei
disagi scolastici e sociali di bambini e ragazzi.
• L’associazione vuole essere un punto di riferimento anche e
soprattutto per le famiglie che vivono disagi quali: disturbi
specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia,
disortografia), bassa autostima, difficoltà psicologiche in
genere, difficoltà genitoriali e gestione dei figli adolescenti.
• Con i fondi raccolti dai volontari e dalle famiglie, 
saranno finanziati corsi per formare i bambini/ragazzi ai nuovi tipi di apprendimento, alla
conoscenza e consapevolezza dei DSA.
• Le famiglie avranno a disposizione lo sportello d’ascolto
virtuale : ‘SOS COSA FARE SE?’, pareri di psicologi,
psicoterapeuti, avvocati, logopedisti, tutor e medici in genere.
• Saranno coordinati gruppi di ‘Auto-Aiuto’ che lavoreranno
soprattutto sull’autostima e con informazioni utilissime per
vincere insieme!

Io sono del parere che insieme, sia meglio che da soli.
Io sono dell'idea che se mio figlio fosse miope
e gli negassero la possibilità di indossare gli occhiali,
diventerei una belva!

venerdì 21 febbraio 2014

Frasi stupide che un capo può dirti


Quando diventi mamma
c'è un fattore di pressione sociale
secondo me spropositato
che tende ad interpretare ogni tuo gesto
come legato al tuo nuovo stato di mamma appunto.
Così di seguito, una breve lista
nel solito ordine sparso, di frasi stupide sentite in ambito lavorativo
spesso rivolte a me alle volte ad altre donne:

- Cara mia, devi prendere una decisione:
o fai la mamma o fai questo mestiere.
risposta
Eh in effetti, hai ragione, sai che faccio ora?
prendo mia figlia e la do in adozione
così posso meglio contribuire al fatturato della tua società di me....!

- Amore mio, tu sai che sei la più brava
ma da quando sei mamma, non ti capisco, sei cambiata
risposta
Madddddddaaaaiiiiiii, davvero?
Non sarà che mi hanno sventrata come una triglia
e sono solo 4 anni che non passa una giornata
che il mio corpo non sia toccato, usato come attaccapanni,
come stampella,
come fazzoletto ecc.ecc?
No perchè mi pare strano cambiare in queste condizioni...
in ogni caso, non sarà che la mia maternità serve a giustificare
cha a sto giro in ufficio siamo due in meno?
Che l'ultima volta abbiamo lavorato in 6 e ora siamo in 4
non ce lo metti?
Mi pare che sei cambiato pure tu,
prima mi guardavi le tette ogni tanto...
ah giusto, non ne ho più...
eh sai sono cambiata, un pò si, in effetti.

- Tu sai che ti voglio bene,
ma tua figlia non può essere un mio problema
(questa è la peggiore in assoluto, secondo me)
risposta
figurati se può esserlo per me!
Sai che c'è? In effetti non è un tuo problema,
semplicemente perchè
UN FIGLIO NON E' UN PROBLEMA!
è solo quella PERSONA
grazie alla quale, mi verrebbe voglia di prenderti
a craniate
ogni volta che vuoi far passare per vero
che il tuo budget sia più importante della mia vita.

- Ma che ti frega scusa, di lavorare?
Ora sei mamma!
risposta
Ahhhh, ma quindi non ti è arrivata la notizia
dell'ultim'ora?
Noi sai, perchè,
dopo l'introduzione del suffraggio universale,
a un certo punto,
ma tipo ieri,
anche le donne hanno potuto,
che so, prendere la patente,
scegliere il proprio marito,
parlare ai genitori senza dargli del voi....
ah e poi
anche farsi dei mutui,
pagare delle bollette
l'assicurazione della macchina
e una serie di altre cose che però
mi rendo conto,
hai solo 56 anni forse non ti è ancora arrivata notizia

Fine prima parte.



giovedì 20 febbraio 2014

partecipa ad un film

Vi voglio proprio far conoscere questo progetto
che mi piace moltissimo.
E' nato dall'idea di due colleghe e come sempre quando è possibile
riporto pari pari la presentazione dell'idea tratta dalla
pagina facebook del film/documentario :

"stato interessante è un progetto per un film documentario che vuole parlare di donne che non sono madri, non ancora, forse mai.
Informati e partecipa!
Descrizione
L'IDEA
di Alessandra Bruno

A quando il lieto evento?
Quante volte ti sei sentita rivolgere questa domanda?
Hai tra i 35 e i 45 anni, non hai figli, non li hai ancora, non li vuoi, li vorresti ma non vengono.
L’orologio biologico, ovunque si trovi, ti ticchetta nel cervello come un cronometro.
Oppure no, quello che ticchetta è l’orologio della vicina, perché il tuo l’hai spento dopo qualche notte insonne.
O magari non l’hai mai sentito.
O forse la tua corsa contro il tempo è talmente sfiancante che ormai non ci fai più caso.
Ti accorgi che il mondo comincia ad insospettirsi non vedendoti col pancione.
E anche tu qualche domanda te la fai.

Abbiamo deciso di dare voce e spazio a queste domande realizzando un film documentario che metta a confronto le donne su un tema così profondo e controverso come il desiderio/non desiderio di maternità.

Abbiamo deciso di avventurarci coraggiosamente su questo terreno, tanto impervio quanto vitale. Vitale come la necessità, comune a tutti, di cercare un senso per sé, di autodeterminarsi, di riconoscersi nel proprio percorso, qualunque esso sia. E impervio, come sempre è impervio, porsi dei dubbi, fermarsi a pensare, confrontarsi con sé stessi .
Uno stato interessante insomma, fecondo e capace di generare spunti di riflessione imprevedibili.

IL FILM DOCUMENTARIO
di Alessandra Bruno

Tre donne.
Tre donne senza figli.
Una non ne ha ancora.
Una non ne vuole.
Una non riesce ad averli, ma li vorrebbe.
Tre donne alle prese con un’assenza.

Tre donne tra i 35 e i 45 anni, l’età in cui il ticchettio dell’orologio biologico comincia a farsi sentire, a battere incessantemente il tempo, fino a diventare un cronometro tra te e i tuoi limiti. Tra il tuo corpo e la tua volontà. Tra il tuo desiderio e la tua scelta.

Seguiremo tre donne che non sono madri, non lo sono ancora, non vogliono esserlo o forse non lo saranno mai. Entreremo nella loro vita e attraverso di loro proveremo a raccontare le ambivalenze e le contraddizioni che sempre, a voler veder bene, accompagnano la scelta o meno di mettere al mondo dei figli.

IL VIAGGIO
di Alessandra Bruno e Milena Cocozza

Documenteremo giorno per giorno il percorso alla ricerca delle tre donne che parteciperanno al film.
E pubblicheremo su questa pagina e su altre che apriremo strada facendo le tappe di questo viaggio.
Lo faremo prima di tutto perché consideriamo ogni incontro, ogni donna che vorrà parlare con noi, un'occasione irripetibile di confronto e di conoscenza.
E poi perché speriamo che parlarne, apertamente e liberamente, possa aiutare ad abbattere quello che ancora oggi è considerato un vero e proprio tabù.

Le tre donne che troveremo alla fine di questo percorso, saranno la somma e l’incarnazione di tutte quelle che via via incontreremo lungo la strada.
Tre voci che comprenderanno tutte le voci che avranno voluto farsi sentire.
Anche la tua!

CONTATTACI! STIAMO CERCANDO ANCHE TE!
PARTECIPA!"
Ci trovi su facebook alla pagina stato interessante
oppure
statointeressantedoc@libero.it

Dai dai partecipate!
Altro che quote rosa, qui comincia la rivoluzione!

mercoledì 19 febbraio 2014

Obblighi coniugali sanremesi

 

Tra le domande da porre a tuo marito,
ma prima che diventi tale aggiungerei anche:

- mi obbligherai a guardare il festival di sanremo?

Se avessi posto la domanda per tempo
forse avrei potuto rivedere il concetto di:
1 solo televisore in casa,
obbligo da noi vigente fino a ieri sera.

Così costretta dal coniuge mi sono dovuta subire
l'orrendo spettacolo.
Per fortuna con la scusa che la mattina mi ero svegliata alle 5
su Raffaelle Carrà sono potuta crollare
tra le braccia del mio mai abbastanza adorato Morfeo.

Così ecco un pò di personalissime osservazioni sullo scempio:

- Fazio e la Littizzetto, somigliano sempre più pericolosamente a
Sandra e Raimondo

- I cantanti hanno deciso di aiutare gli spettatori a scegliere il brano
della puntata successiva, presentando una canzone orrenda ed una
radiofonica.

- C'è un pò di Elisa nella canzone di Arisa

- C'è un pò di Lou Reed nella canzone di Frankie Hi Energy

- C'è un pò di Pino Daniele nella canzone di Raphael Galuazzi

- C'è un pò di orrore nel far esibire Raffaella Carrà in playback

- Le soliti sterili polemiche su quanto ha speso la Rai per i presentatori,
quest'anno amplificate anche da Beppe Grillo, sono ormai un
must, almeno quanto le espressioni "bomba d'acqua" e "ingenti danni"
nelle notizie meteo dei tg.

- Sono incredibilmente riusciti nell'intento malefico
di rendere brutte la Cagnotto e la Castà, notoriamente due tocchi di figa.

Aggiungo la domanda alla lista di cose che vanno chieste
prima del matrimonio
e che dovrebbero diventare lo spartiacque
tra un si e un no all' altare.



martedì 11 febbraio 2014

Il Pupo-regalo. 3 idee.

L'altra sera, tra una carezza a mia figlia e un abbraccio a mio marito, 
(eh si era domenica!), mi chiama una delle mie storiche migliori amiche.
Proprio da piccine, siamo amiche da un tempo ormai sbiadito.
Insomma mi chiama e mi da la grande notizia.
C'è un bimbino nella sua panciona bella!
Che meraviglia! Mancava solo lei!
Tremore, gioia, emozione e poi il cervello parte:
R E G A L I.
COMITATO D'ACCOGLIENZA 
BABY SHOWER PARTY
Insomma io già mi vedo che gli consiglio
il piano di studi all'università.
E così mi è tornato in mente che quando è nata mia figlia cercavo consigli per una wish list
e mi sono imbattuta in questo post di Mamma Felice.
(cito lei solo per dare un punto di partenza, 
non me ne vogliano tutte le altre blogger
dalle quali ho tratto suggerimento o spunto)
Ecco quindi 3 idee che mi sono venute in mente,
forse portate dalla mia solita risacca cerebrale,
che avrò letto un pò in giro, e poi messe da parte fino a quando mi sono servite,
che sono pronta ad integrare con eventuali suggerimenti, 
e che mi auguro possano tornare utili a qualcun altro:

- Completino maglietta pantalone/gonna/ scarpine in 10 taglie diverse
Si confezionano senza carta l'uno sull'altro a "piramide" 
e si lega al nastrino della confezione una targhetta con una data.
In quella data, ogni anno per 10 anni , il povero pupo
dovrà indossare quel completino
e fare una foto in una posa sempre identica. 
Dopo 10 anni, mettendo in fila le foto, 
si avrà un fighissimo time lapse.

- Un libretto di "buoni" per varie attività
Con dei cartoncini bristol, si può creare un libretto
ogni cartoncino corrisponderà ad una attività con la persona che fa il regalo
"passeggiata al parco" oppure "ninna nanna" oppure "bagnetto" ecc.
Le appassionate di hand made sapranno fare delle meraviglie e 
mi danno sempre per essere nata con tanta creatività e ZERO abilità manuali.

-  Un set di salvadanai con la prima monetina, 
attenzione:
deve essercene una in ognuno dei contenitori!
Ne ho visti diversi in giro, in vendita nei negozi
ma si possono comprare neutri e decorare molto facilmente.
E' un augurio di prosperità e un utile regalo per i genitori che vogliano
conservare risparmi per il nuovo arrivato.
Nella decorazione si può lasciare uno spazio vuoto per scrivere
l'obiettivo che si vuole raggiungere.
A casa nostra per esempio ce n'è uno per un viaggio in Inghilterra.

Che ne pensate?
Avete altre idee?

venerdì 7 febbraio 2014

E immancabile giunse!

fonte comingsoon


So bene che se ne sentiva la necessità.
E che tutti eravamo in trepidante attesa.
Eccosì eccoci/ti/vi tutti/e accontentati.
Il film sulla storia di Amanda Knox.
Devo dire che non ho seguito la vicenda,
stranamente tra l'altro, perchè i gialli mi hanno sempre appassionata.
Sarà stata colpa del gran casino mediatico
che c'è stato intorno alla cosa,
a rendermela un pò ostica,
o forse semplicemente avevo da fare e non ho potuto focalizzare l'attenzione dovuta.
Comunque gli anglo/americani,
grandi maestri nel vendere fuffa
hanno fatto presto.
Per chi fosse interessato, apprendo da Variety che il film
è stato si prodotto, ma è in cerca di distribuzione,
se qualcuno c'avesse sti due spiccetti, potrebbe essere un investimento.
Quello che mi colpisce di più
è che la storia è "romanzata" e che il personaggio con "la faccia d'angelo"
in realtà ha un altro nome.
Dal trailer colgo una bella scelta di fotografia grigio metallo
come solo all'estero si riesce
e tante belle facce di bei manzoni 30/40enni
appartenenti alla categoria richiestissima del bovino moderno.
Ultima fondamentale annotazione,
il film è in parte girato qui,
ma non si fa menzione di alcun attore italiano nel cast,
anche se mi è parso di notare il volto del validissimo Andrea Tidona.
Insomma, as usual, gli altri arrivano prima e lo fanno meglio.
Scommetto 1 a 1 che sarà un successone.

lunedì 3 febbraio 2014

Del Valentine's day e di altre cose incomprensibili

E quindi eccoci.
Febbraio è giunto, San Valentino trafiggerà le nostre tasche e le nostre palle,
con il suo consueto carico diabetico ed io, 
come ogni anno, lo detesterò come detesto ogni tradizione.
E quindi, se vi interessa, ma anche se non vi interessa lo scrivo lo stesso,
un elenco di cose incomprensibili:

- Perchè negli ultimi anni, a Natale nelle pasticcerie e sulle tavole
si trovano i dolci e le leccornie di tutte le altre feste?
Un pandoro, un panettone, non potrà mai sposarsi con una pastiera o con un bacio perugina.
A sto punto, facciamo che per la festa della donna invece di portarci la mimosa, ci portate un pino o un abete con palline decorate!
 
- Perchè, anche se è ormai usanza che le madri lavorino ANCHE fuori casa, 
a scuola si trovano più mamme che papà la mattina ad accompagnare i marmocchietti?
La logica vorrebbe che se io esco per andare a lavorare e TU esci per andare a lavorare, 
quanto meno potremmo fare a turno. Anche perchè così magari mi risparmi di incontrare 
tutte le mattine la mamma detestabile che c'è in ogni scuola.

- Perchè a Pitti Bimbo, i bambini non sono ammessi?
Questa proprio non me la spiego. Eppure me lo chiedo da anni.

- Perchè il mio vicino di casa che parla sbiascicando e cammina trascinando una gamba, quando invece incontra una bella donna, sembra il fratello scemo di Brad Pitt?

- Perchè quando incontri una coppia sposata che non vedi da tanto, tipo dal loro matrimonio,
nell'89 percento dei casi a pochi mesi di distanza manco li riconosceresti se li incontrassi , metti, 
al supermercato, per quanto si sono moltiplicati nel peso? 
La spiegazione non può essere, semplicemente, che da moglie cucini meglio.

- Perchè quando sei adolescente pensi "da grande non sarò come mia madre" e 
appena hai un figlio ti ritrovi a ripetere le stesse cose che diceva lei, 
anche se nell'aspetto non le somigli?
Nel mio caso, tra l'altro molto gravemente, visto che io sembro più anziana di mia madre.

Di queste e di altre incomprensibili cose, ancora oggi,
alla mia veneranda età non mi capacito.
E' normale?

giovedì 10 ottobre 2013

Biz del dolore e i suoi derivati

Vorrei iniziare da qui.
Questo accadeva nel 2009.
C'era la Prestigiacomo, c'era Bertolaso, c'era la Moratti,
c'era Letta grande,
e c'era l'immancabile Silvio il piazzista,
col solito atteggiamento da venditore di pentole nei pullman per Lourdes.
Ora mi viene di dire,
saremmo ben contenti, oggi di dire bravi.
Invece.....
Quelli che secondo loro "speculavano,
strumentalizzavano,
manifestavano contro una decisione democratica..."
oggi hanno probabilmente qualcuno da curare.
E in alcuni casi sono figli. Anche molto piccoli.
La colpa non è di certo dell'inceneritore, che a quanto mi risulta,
non funziona manco, o almeno non del tutto.
La colpa è di un sistema.
Si può dire ogni cosa ed ogni contrario circa questa faccenda,
perchè davvero,
la prospettiva da cui la si guarda consente tutto.
Ciò che davvero è inaccetabile è che se ne parli ora
come di una cosa che non si sapeva.
Biutiful Cauntri  anno 2007
Una montagna di balle anno 2009
visibili gratuitamente ed in versione integrale su youtube,
sono solo 2 ottimi esempi,
ma potrei citare libri, servizi delle maggiori trasmissioni tv, ecc.
Ora, compare Alessia Marcuzzi con un cartello che dice che Gricignano d'Aversa non deve morire.
Oppure un servizio de Le Iene, che dice che una mamma è morta prima che il servizio stesso andasse in onda.
Dove era questa gente quando il loro padrone ha deciso di stoccare KILOMETRI E KILOMETRI
di munnezza non differenziata
nelle terre militarizzate?
Io credo che fossero a ritirare assegni negli uffici del loro, appunto padrone.
Che i soldi li ha fatti così.
Favorendo i suoi amici, sulla pelli dei miei nipoti.
E' possibile che i morti stiano in un aldilà,
io non ci credo,
ma è possibile.
Potrei fare nomi e cognomi di amici e parenti che si sono ammalati.
Oppure potrei fare nomi e cognomi di gente che ha passato le nottate a cercare di opporsi
a questo scempio e a questa mattanza,
rinunciando al sonno, al cibo e alla propria salute,
pur di bloccare tutto questo.
Non lo farò.
Mi piacerebbe però che chi ha avuto delle colpe,
ora pagasse.
Invece sono tutti lì.
Ancora con le mani in pasta,
ancora a dire che chi si opponeva era un criminale,
ancora a cercare un colpevole.
Nel video che ho postato,
al minuto 6:38, si sostiene che il futuro è dei giovani.
Tra quei giovani ce n'è qualcuno ricoverato che aspetta di morire.
Grazie sempre sistema.
Finalmente anche Alessia Marcuzzi può passare per Madre Teresa di Calcutta.


giovedì 26 settembre 2013

d'improvviso...un ricordo! I tossici!

Senza voler stare da nessuna parte.
Nè a favore, nè contro.
Senza giudizi, nè inviti, nè posizioni.
Solo ricordi.




Sarà capitato anche a voi...
non di avere una musica in testa...cioè volendo anche si, ma non volevo dire questo,
dicevo vi sarà capitato, nella vostra vita di mamme,
di guardare dei ragazzini, adolescenti o poco più e,
d'un tratto, involontariamente, ricordare un momento della vostra gioventù.
Non parlo di un periodo, ma proprio di un episodio, preciso,
là, davanti a voi che si palesa, e nell'istante in cui compare,
vi ricorda che l'avevate accantonato nel cervello,
non rimosso, ma proprio dimenticato?
A me è successo.
Ieri.
Per strada. Fuori scuola di mia figlia.
Ho incontrato dei tossici.
Fatti.
Non gente che si era fatta una canna o una striscetta di allegria.
Nono. Proprio pere.
Io che ingenuamente ritenevo scomparsa l'eroina da buco,
oggi mi stupisco a ricordare che all'epoca mia, si portava.
Cioè erano già di moda tutte le sostanze cosiddette leggere,
ma la gente si faceva.
Voglio dire, la gente, per dire, anche gente che frequentavo,
per così dire amici.
E me n'è tornato in mente uno in particolare.
Un genio assoluto, un cervello eletto, che però si faceva
e quindi periodicamente andava a rota e sbarellava.
Allora questo mio amico, un giorno era tornato a casa fatto,
e la madre aveva cambiato la serratura
e aveva chiesto a tutti noi di non accoglierlo in nessuna maniera,
abbandonandolo a se stesso.
Mi sembrò crudele.
Decise che se era quella la via che voleva prendere,
era una cosa alla quale lei non voleva assistere.
Contro ogni previsione, questa tecnica,
pur con l'ausilio di  una serie di vicissitudini criminali in giro per il mondo,
funzionò, cioè,
alla fine comunque, lui smise.
Lo rincontro, dopo anni,
mi racconta e mi spiega.
Non si giustifica, ma parla parla e spiega.
E questo è il ricordo.
La sua faccia.
Le sue braccia.
Il suo collo.
Ecco. Vorrei fermarmi a parlare con questi tossici qui.
Che allegramente si fanno fuori scuola di mia figlia,
certo di notte, ma comunque vicinissimi a noi...
vorrei sapere....
Sapete di essere così vintage?
Avete cose da dire? Mi volete raccontare?
Io mi ero dimenticata della vostra esistenza,
ora vi vedo, e siete uguali a quel mio amico.


martedì 17 settembre 2013

ricordo l'allattamento come l'inferno, ma .......



Qualche giorno fa, passeggiando per la città ho incontrato un'amica che ha da poco partorito.

Appena mi ha vista ha detto:
"ti ho pensata tanto in questi giorni.
Avevi ragione...questa non è vita!"
Quando durante la sua gravidanza, io le parlavo della mia esperienza riguardo all'allattamento,
tra l'altro tralasciando i particolari più scabrosi e anche un pò indorandole la pillola, 
lei era una di quelle che diceva che era di certo perchè io l'avevo presa male...
beata innocenza!!!!
Comunque, dopo 10 mesi di allattamento,
direi che superato quel periodo, non ho avuto momenti paragonabili, in quanto a stress e avvilimento.
Ma solo perchè....
non avevo idea di cosa fosse l'epoca dei perchè.
Mia figlia, subdola, in realtà non chiede esplicitamente "Perchè...."
lei dice: "MAMMA, PER FAVORE, MI SPIEGHI COME MAI....?"
e giù OGNI FORMA di domanda.
Si va dalla scienza, alle arti, alla geografia, alla cucina,
che manco il campionato mondiale di Trivial Pursuit.
Nello specifico, poi devo ammettere, che su moltissime delle materie citate
io sono ignorante quanto il tavolino di compensato di casa mia.
Che dirle?
Fare finta di niente? 
Noooo, lei ti rincorre e ti martella fino a che non le dici qualcosa.
Dire una cosa qualunque ? 
Nooooo, ti sburgiarderà alla prima occasione utile perchè la sua memoria è composta di diversi terabyte  che manco i cervelloni della Nasa, e si ricorda tutte le risposte che le hai dato.
Dirle una bugia ?
Nooooo, prima regola del genitore impeccabile è non mentire ai tuoi figli, pena ogni forma di punizione terrena, di traumi e di ossessioni compulsive quando avrà 80 anni!
Allora, che fare?
Ho trovato milioni di consigli sul web: si va dal semplificare, all'inventare storie moralizzanti, dal mandarla da un terapeuta, al distrarla con le molotov.
Io, che sono la reietta di tutte le mamme reiette, ho escogitato questo sistema.
Le dico semplicemente che NON LO SO.
Ma se vuole mi informo e le faccio sapere.
Le conversazioni con mia figlia, ormai, mi fanno sentire come gli addetti alla selezione del personale...
le faremo sapere.


mercoledì 11 settembre 2013

cose da chiedere a tuo marito, ma PRIMA che diventi tale


Quest'estate mi sono sposata,
così, senza pensarci troppo.
Dopodichè siamo andati in vacanza.
Campeggio, con animazione, e miniclub.
Nell'arco di questo periodo ho stilato l'elenco delle cose che devi chiedere ad un uomo prima di dirgli si.
Lo faccio per te che stai valutando l'ipotesi.
Per me ormai è tardi.

1) Hai mai partecipato ad un "Beato tra le donne", "Karaoke", "Gioco delle coppie" ecc.ecc.?
Occhio che potrebbe anche averne vinto uno o più.

2) Sei mai uscito con una che faceva l'animatrice, ma non così... 
proprio mentre faceva l'animatrice ?
Se la risposta è SI, non fate altre domande che ogni animatrice in questione, inclusa quella che fa giocare vostra figlia potrebbe sembrarvi lei. Non sono eventualmente ammessi danni ad un esemplare a rappresentanza della categoria...e questa sempre con vostra figlia gioca.

3) Hai mai fatto una vacanza in campeggio in un anno in cui nessuno ricorda di averti mai visto nel suddetto luogo, perchè tu sei sempre stato solo ed esclusivamente nella tenda di qualcuna?
Inutile dire che 99 su 100 risponderà di SI anche se non dovesse essere vero, solo per pavoneggiarsi un pò come qualunque maschio alfa.

4) Ritieni di dover fare la doccia e mettere il profumo, per andare in spiaggia, nel senso di PRIMA di fare quei 4 passi che dividono la tua tenda dalla sabbia , che mediamente farai almeno 2 volte al giorno?
Qui attenzione, l'attaccamento alla pulizia è sempre gradito, ma la conseguenza potrebbe essere doverlo aspettare mentre si spruzza CK o ROMA, tra l'altro ammorbando poi le vostre narici per tutto il tempo che trascorrerete al sole.

5) Ritieni ci sia un perchè se uno in estate lascia la tv a casa?
Qui qualunque sia la risposta non vi fidate. Il giorno in cui insiste per andare al ristorante, lì e solo lì scoprirete che guarda caso proprio stasera c'è la qualificazione della sua squadra ad una qualche coppa, scudo, campionato o quelchessia, e che guarda caso, il ristorante ha la tv e la trasmette...ma ovviamente è un caso.

Se stai pensando che a te non servirà, e che il tuo lui, non è così, aspetta di indossare la fede...e sappi che anche se non ci credi, le risposte a queste domande potrebbero salvarti la vita!

venerdì 31 maggio 2013

non sono una mamma coi dread!


L'altra mattina ho avuto un incontro bizzarro.
Parlavo con una persona che si occupa di bambini  e che sosteneva la necessità di tenerli il più possibile lontano dai marchi, addirittura di evitare giocattoli con loghi vistosi.
L'episodio è avvenuto in presenza di un'amica con la quale condivido molti punti di vista, sull'educazione e sulla vita in generale.
La mia amica è saggiamente intervenuta, risparmiandomi di mettere le mani in faccia alla "operatrice-nologo".
Ora.
Io sono una mamma al limite del freak.
Sono stata da sola con mia figlia per più tempo di quanto non mi sia occupata di lei in "sharing".
Forse è anche per questo se cerco di tenerla lontana dalle mie ansie, e ne ho diverse, e se tento ogni giorno di farle imparare che guardarsi intorno e cogliere i segnali esterni è fondamentale per vivere bene, con se stessi soprattutto.
Ciò detto, nella mia "libertinaggine", non ho mai, ovviamente, giudicato il comportamento di altri nei confronti dei propri figli, a parte in casi estremi di violenza, fisica o psicologica.
Fatto sta che ultimamente, complice il quartiere ad altissima densità di coppie con figli, mi guardo intorno e vedo un bel pò di quelle che io chiamo le "mamme con i dread".
Questo tipo di mamma è quella che nascondendosi dietro teorie pedagogiche talvolta condivisibili, si dimentica di guardare ai propri figi come a qualcosa di unico e con caratteristiche proprie ed irripetibili.
Bimbi che si rotolano tranquillamente in giardini pieni di ogni sorta di scarto umano, che cercano in ogni maniera di attrarre un'attenzione che non riceveranno.
Mamme che si preoccupano delle sorti di qualunque destino, in qualunque parte del mondo e pochissimo di quello che aspetta i loro figli al varco della società, fuori dai loro nidi.
Le guardo tra la sensazione di stupore e disadattamento che mi provocano.
E penso che non lo condivido, che non vorrei essere così, che non mi piacerebbe vedere mia figlia intrappolata in una ricerca ossessiva di "qualcosa da fare" mentre mamma fa altro.
Lo dico io che passo con mia figlia molto meno tempo di quanto vorrei.
Lo dico io che portavo i dread e li ho tagliati per mancanza di tempo per curarli.
Lo dico io che sono stata rimproverata più volte di lasciare a mia figlia troppa libertà di fare.
In parte mi imbarazzo di fronte a voi mamme coi dred, perchè mi chiedo se sono la sola a domandarsi quali siano i mezzi che i genitori sono "moralmente obbligati" ad offrire ai propri figli.
E se la capacità di giudizio, piuttosto che la libertà selvaggia non sia uno strumento molto più efficace in questa vita.





giovedì 22 novembre 2012

mondo creativo ed altre ispirazioni




Sono finalmente riuscita, dopo anni, ad andare al Mondo Creativo.
Un gran carnaio, devo dire. Non mi aspettavo tanta gente.
Ma anche una serie di belle soddisfazioni.
Ho finalmente conosciuto di persona Mamma Felice , la prima mamma blogger alla quale ho voluto bene.
Ho finalmente passato un week end, con un'amica tra le mie migliori,
con la quale ho riso, mangiato, bevuto, insomma siamo state bene.

Una nota è di certo da fare.
Una marea di espositori, erano in realtà grossisti,
che vendono anche on line o nei negozi,
roba che si trova bene o male ovunque,
(qui il link alla lista degli espositori presente sul sito ufficiale della fiera)
ma tre o quattro cose veramente interessanti, ma veramente, le abbiamo trovate.

Presto i post dedicati a loro.
Quello che conta per il momento, è esserci state.
Qualcosa si muove da queste parti.          

lunedì 5 novembre 2012

locchatevi le facce!!!

Oggi vi presento Emanuela altrimenti detta la Signora Loch Your Face.

Allora, cosa fa Emanuela?
Questo!

Cioè questa è lei, nella sua versione Loch(ness).
Cioè voi le mandate una foto e lei vi ri-fà, è la vostra ri-mamma grafica, vi fa ri-nascere, con delle linee al posto dei vostri tratti essenziali (che a me per esempio avere una lineetta al posto di questo naso, mi piacerebbe molto).
Ma non è che lo fa con un programma, tipo che so, di quelli che levano le rughe, o assottigliano le vite,gonfiano le tette ecc, e nemmeno con quegli accorti editor di immagini, che fanno somigliare Antonella Clerici a mia cugina 22enne e Gabriel Garko a mio figlio piccolo.
No.
Lei lo fa a mano libera
Così volendo, voi, con questa vostra faccia in versione "locchizzata" potete farvi una tazza dalla quale bere le vostre tisane e i vostri caffè, oppure regalare ai vostri amori dei tappetini per il mouse con le vostre belle faccione sbaciucchiose.
Io ho pensato di fare uno zerbino con la faccia della mia adorata della quale non posso fare il nome perchè corriamo il rischio che la conosciate tutti.
Però così, mi ci potrei pulire le scarpe quando piove....
Qui un esemplificativo video, qui le partecipazioni e gli inviti, ma le possibilità creative, e voi lo sapete bene, sono tante, basta indagare nel suo sito.

Insomma, riempite i vostri alberi di facce. E volendo, anche le vostre porte di simpatci zerbini facciali.

lunedì 5 dicembre 2011

like a paper doll

 Per presentare Laura e   "like a paper doll" lascio la parola a lei:

"Dietro “like  paper doll” c’è una mamma architetto: con la maternità ho acquisito un altro punto di vista sul mondo, volente o nolente!
Ho trovato un nuovo piacere nel creare, disegnare e fare con quella leggerezza che mi mancava da un po’ e che mi ha messo in contatto con la mia parte infantile.
“Nella mia vita precedente” ho viaggiato molto, esplorato,  ho fatto davvero tanti lavori diversi, più o meno soddisfacenti e finalmente nel mezzo del cammin di nostra vita (visto che ho quasi 40 anni!) ho trovato la mia identità: mi sono liberata dai miei stessi preconcetti professionali e, con gioia ed entusiasmo, seguo la mia natura creativa cercando di realizzare cose in accordo con il mio mondo e la mia vita.
Amo essere madre e concedermi di crescere mia figlia –e magari anche un fratellino!
Come tante mamme “moderne” però non sono solo una mamma: vorrei gestire il mio lavoro potendo decidere i miei tempi. 
La mia ambizione è molto semplice: godermi a pieno la vita nella consapevolezza delle mie scelte; amo lavorare creando, è la mia natura e la cosa più creativa che abbia mai fatto è essere madre, i miei tempi si sono adeguati ad una vita che cresce e tutto è stato chiaro finalmente: 
non voglio correre! 
Voglio camminare e guardare bene dove vado e capire e sentire cosa faccio; 
e voglio vivere a pieno tutto quello che c’è al mondo, bello o brutto che sia!
“Like a paper doll” è la sintesi del mio lavoro: disegno modelli comodi da indossare ed esclusivamente in cotone. I modelli hanno una pratica vestibilità –non ci sono bottoni o zip!- e le stoffe sono esclusivamente in cotone.Mi piacciono i colori forti e decisi e cerco i tessuti in giro per piccoli negozietti, mercati o negozi di fiducia; ma anche in giro per il mondo se posso!

Ogni pezzo è disegnato da me con il perfezionamento di amici tecnici per ottenere una reale qualità del prodotto, che vorrei durasse nel tempo.
Per questo motivo ho disegnato degli abiti la cui vestibilità si adatta alla crescita dei bimbi: ho accorpato le taglie in modo da poter usare un abito anche per due anni; e le mamme sanno cosa vuol dire!
I miei vestiti sono tutti in edizioni limitate: ogni modello è sviluppato solo in cinque edizioni così da renderlo davvero speciale.

Con ogni abito, pantalone o blusa si riceve in regalo una divertente paper doll con cui giocare! L’etichetta di ogni abito è un grande cartellino in cartone su cui c’è la paper doll da ritagliare. Per questa prima collezione
 una mia amica designer ha disegnato la bambolina ispirandosi alla mia gioiosa figlia; io ho poi completato il lavoro fotografando gli abitini in stoffa per trasformarli in carta pronti per essere ritagliati!

Mi piace immaginare che le mamme che comprano gli abiti “like a paper doll” si ritroveranno a giocare e ritagliare loro stesse i vestitini mentre i propri figli saranno in giro a correre e saltare!"

Ok. Ora sapete tutto, dovete solo dirci cosa ne pensate!
Personalmente trovo adorabili sia gli abiti che la modellina!!!