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sabato 10 ottobre 2015

Cose che al secondo figlio hai dimenticato


Allora,  quest'estate ho partorito.
Avevo una femmina, cioè ce l'ho ancora,
e ho deciso di fare un maschietto, 
vabbè non ho deciso io che fosse maschio,
ma siamo stati fortunati e siamo cascati nella metà giusta delle possibilità.
E ora quindi rivivo una serie di situazioni che col tempo avevo dimenticato.
Io credo che ci sia un motivo se il cervello seleziona 
cosa conservare e cosa no, 
ed in questo specifico caso, cosa no lo decide
perchè se fosse che certe cose te le ricordi,
il secondo figlio non lo fai.
Insomma a parte il pessimo italiano notturno, 
avete capito.
In testa alla classifica delle cose che ti dimentichi, 
nel mio caso, il dolore della ferita del taglio cesareo.
Mi ricordavo facesse male, ma non quanto.
Non mi ricordavo, per esempio, 
quelle giornate in cui non ti spieghi il perchè
tuo figlio/a ha bisogno di qualcosa, 
ma quel qualcosa non è nelle tue possibilità,
le provi tutte, ma nessuna va bene,
e così passi una giornata, tetta pronta,
orecchie sanguinanti e nessuna soluzione
almeno fino a che lui/lei decide che vuole dormire
e da un secondo all'altro, sviene, lasciandoti col dubbio
che volesse solo testare il tuo livello di resistenza.
Infine, avevo rimosso le reazioni degli altri al pianto di tuo figlio.
In casa mia si parte da: 
"dai, su...dallo a me, che lo faccio calmare"
...... cullamento vario.....
......cambio di posizione......
......ninnenanne.....
.......carezze.....
.......
........
"Guarda, secondo me ha fame perchè
si mangia le mani/cerca la tetta/ gira la testa"
In sostanza vuole la mamma,
e questo era chiaro, comunque grazie dell'aiuto.
Per fortuna stavolta, 
so per certo che passerà,
almeno questo il cervello non l'ha rimosso.




lunedì 23 giugno 2014

Le domande wikipedia



Continuo nell'ambito del
"sarà capitato anche a voi"
per parlarvi di una grave piaga che affligge
tutte le mamme, da un certo momento in poi,
e anche molte mogli credo,
e che potremmo quindi definire una piaga sociale.
E cioè quelle che io ho denominato:
le domande wikipedia.
Scena tipo di una qualunque casa italiana:
moglie che sbriga faccende fondamentali per la sopravvivenza della specie,
marito che sbriga oscure faccende fondamentali per non si sa chi,
tipo la formazione del fantacalcio o l'ultimissimo aggiornamento del calcio mercato,
figlio/a/i che sbrigano giustamente i fatti loro.
Marito: "Amore, ma poi, alla fine la Seredova, sta con un altro?"
Moglie: "........chi?" .......
Marito: "No perchè mo leggevo di Buffon....."
Moglie: "....chi?....."

Oppure

Marito: "Ma poi l'hanno trovato l'accordo per la legge elettorale?"
Moglie: ".....eh....guarda....in realtà...."
Marito: "No, perchè ora vedevo che Renzi....."

Oppure

Marito: "Ma il nuovo film di vattelappesca è con ciccinoformaggino?"
Moglie: "Perchè? Vattelappesca ha fatto un nuovo film?"
Marito: "Si, con l'attore che ha fatto quel film nel 1423...., hai presente quel film?

Naturalmente nel mentre di queste brillanti conversazioni,
il mondo si muove, bimbi nascono, vecchi muoiono,
i tuoi vicini di casa si scannano,
e le farfalle del Peloponneso sbattono le ali,
e te, serafica, continui a provvedere alla sopravvivenza della specie,
e tuo marito ad occuparsi di cose fondamentali quali i risultati dei Roland Garros del 1998.

Altra scena, stesso set.
Casa.
Tu sempre intenta nelle attività minime di sopravvivenza:
Figlia: "Mamma, ma perchè l'ombra alle volte è lunga e alle volte è piccola?"
Mamma: "....amore...eh, sai....dipende dall'orario....mmmmhhhh"
Figlia: "e perchè l'orario? che c'entra l'orario?"

Oppure

Figlia: "Mamma, perchè la maestra, non si mette mai i pantaloni?"
Mamma: "Amore....forse...."
Figlia: "Ma tu dici che i pantaloni sono più comodi, lei vuole stare scomoda?"

E così di seguito, a go go, per tutto il tempo che passate insieme,
tu, lui, lei, loro.
Si va dal gossip spicciolo, alle domande di fisica, chimica,
politica, diritto, economia, e se proprio ti va bene,
può capitarti anche una materia della quale sai anche solo una cosa,
e per la quale potresti essere in grado di formulare una risposta.
Può capitare.
Sfortunatamente, però,
a me non capita.




mercoledì 11 giugno 2014

I miei vicini


Allora,
scrivo raramente cose personalissime, tipo come mi vesto,
quali scarpe mi piacciono, o che canzone canto sotto la doccia
mentre cerco di domare i miei miliardi di capelli.
E così, per riparare, vi parlerò del mio mondo.
Cioè del mio Paese.
Cioè della mia Città.
Cioè del mio Quartiere.
Cioè della mia Strada.
Ovvero.
Del mio palazzo.
E più precisamente della sua peculiarità.
Gli abitanti.
Scendi la mattina?
Li becchi fuori al palazzo.
Torni la mattina?
Lì li trovi.
Esci il pomeriggio?
Puntuali, staranno lì.
Torni il pomeriggio, la sera?
Indovinate?
Nelle giornate in cui esci di casa più di una volta
buongiorno e buonasera e arrivederci come piovessero.
Non sarebbe un problema,
se non fosse che casa mia,
dire che è un piano ammezzato è farla alta,
e quindi in pratica è come averceli a tavola,
con te, mentre scrivi un post o cerchi di approfondire un argomento X.
E parlano, parlano, parlano.
Che cosa avranno da dirsi 10 ore al giorno?
Politica, economia, grandi sistemi....
"L'euro? Se torniamo alla lira, io prendo un milione e cento di pensione..."
"Grillo? Eh è una grande rivoluzione, se vince lui, allora vedi come
le cose cambiano..."
"Ai tempi mia....tutti sti indiani nun c'erano mica,
so' loro che sporcano"
Insomma un concentrato di banalità,
seduto fuori alla mia finestra.
E voi penserete che, in fondo, siano tipo soldati a guardia del fortino.
E invece, ovviamente, sedute con loro,
le arcinote 3 scimmie, nonvedo,nonsento e nonparlo,
(la terza ribattezzata parlosoloperfarprendereariallegengive).
Oppure penserete che, tutto sommato,
a non dare troppa confidenza, si sia salvi.
E il problema è che io,
già "strana" per loro, dato l'assetto familiare inusuale,
ho una figlia radio, che non può esimersi dal raccontargli
ogni giorno un dettaglio in più della nostra vita privata.
E la mia buona educazione,
mi inchioda e mi obbliga ogni volta
a grandi sorrisi simil paresi facciale.
Io ne ho pensate diverse,
tra cui il ddt, un t.s.o. e una doccia fredda.
Invece ogni volta passo,
saluto, sorrido
e dentro di me penso:
ecco lo specchio di questo paese.
Mentre qualcuno si preoccupa perchè non riesce a capire
cosa intendesse dire Hegel,
Qualcun' altro non si preoccupa neanche
di farsi una domanda, se non completamente inutile.






venerdì 21 febbraio 2014

Frasi stupide che un capo può dirti


Quando diventi mamma
c'è un fattore di pressione sociale
secondo me spropositato
che tende ad interpretare ogni tuo gesto
come legato al tuo nuovo stato di mamma appunto.
Così di seguito, una breve lista
nel solito ordine sparso, di frasi stupide sentite in ambito lavorativo
spesso rivolte a me alle volte ad altre donne:

- Cara mia, devi prendere una decisione:
o fai la mamma o fai questo mestiere.
risposta
Eh in effetti, hai ragione, sai che faccio ora?
prendo mia figlia e la do in adozione
così posso meglio contribuire al fatturato della tua società di me....!

- Amore mio, tu sai che sei la più brava
ma da quando sei mamma, non ti capisco, sei cambiata
risposta
Madddddddaaaaiiiiiii, davvero?
Non sarà che mi hanno sventrata come una triglia
e sono solo 4 anni che non passa una giornata
che il mio corpo non sia toccato, usato come attaccapanni,
come stampella,
come fazzoletto ecc.ecc?
No perchè mi pare strano cambiare in queste condizioni...
in ogni caso, non sarà che la mia maternità serve a giustificare
cha a sto giro in ufficio siamo due in meno?
Che l'ultima volta abbiamo lavorato in 6 e ora siamo in 4
non ce lo metti?
Mi pare che sei cambiato pure tu,
prima mi guardavi le tette ogni tanto...
ah giusto, non ne ho più...
eh sai sono cambiata, un pò si, in effetti.

- Tu sai che ti voglio bene,
ma tua figlia non può essere un mio problema
(questa è la peggiore in assoluto, secondo me)
risposta
figurati se può esserlo per me!
Sai che c'è? In effetti non è un tuo problema,
semplicemente perchè
UN FIGLIO NON E' UN PROBLEMA!
è solo quella PERSONA
grazie alla quale, mi verrebbe voglia di prenderti
a craniate
ogni volta che vuoi far passare per vero
che il tuo budget sia più importante della mia vita.

- Ma che ti frega scusa, di lavorare?
Ora sei mamma!
risposta
Ahhhh, ma quindi non ti è arrivata la notizia
dell'ultim'ora?
Noi sai, perchè,
dopo l'introduzione del suffraggio universale,
a un certo punto,
ma tipo ieri,
anche le donne hanno potuto,
che so, prendere la patente,
scegliere il proprio marito,
parlare ai genitori senza dargli del voi....
ah e poi
anche farsi dei mutui,
pagare delle bollette
l'assicurazione della macchina
e una serie di altre cose che però
mi rendo conto,
hai solo 56 anni forse non ti è ancora arrivata notizia

Fine prima parte.



martedì 28 gennaio 2014

liberateci. Dateci un luogo "polemicheinutili-free"

Da poco rientrata da un meraviglioso viaggio all'estero
già mi cascano le braccia.
Leggo oggi, e sento la notizia anche al tg,
nonchè me lo ritrovo come post consigliato su fb,
della nuova polemica, tutta italica
sui luoghi Child free.
Per quelle due persone in tutto il paese che non sappiano di che si tratta,
qui l'articolo della, sempre sul pezzo, Repubblica.
Che comunque, giustamente, da testata giornalistica, fa il suo mestiere.
Però per favore, dopo aver letto l'articolo leggete i commenti.
Immediatamente si coglie la divisione della popolazione
in due grandi schieramenti.
Chi si sente, forse anche giustamente discriminato
e chi, altrettanto giustamente sostiene che sia giusto non farsi rompere i coglioni dai figli altrui.
Allora, qualche anno fa, per motivi lavorativi
ho visitato un hotel di lusso, super lusso, superlussissimo,
con orrendissimo attico terrazzato vista meraviglia,
con orrendissime statue di putti su piedistalli di cristallo
e la persona che mi accompagnava ci tenne a specificare che
"OVVIAMENTE i bambini non erano ammessi"
All'epoca pensai che fosse una stupidaggine e che avrebbero dovuto fare la fame.
Poi sono diventata mamma.
E penso che non porterei mai mia figlia nel superattico orrendo e terrazzato
proprio per risparmiarle la bruttura dei putti sui piedistalli.
Ma la domanda è: se una o uno decidono di non avere figli,
ce l'avranno il sacrosanto diritto di non doversi accollare quelli degli altri?
Secondo me si.
E secondo me, se una/uno i figi non li vuole,
per scelta e non per costrizione,
avrà diritto a stare in santa pace?
Piuttosto, se avessi un capitale da investire,
io aprirei un hotel dei bambini
con annesso ristorante con accesso vietato ai genitori
e con tanto di cartello all'ingresso.
QUI GLI ADULTI NON SONO AMMESSI
QUI SOLO SCHIAMAZZI E CACIARA.

giovedì 10 ottobre 2013

Biz del dolore e i suoi derivati

Vorrei iniziare da qui.
Questo accadeva nel 2009.
C'era la Prestigiacomo, c'era Bertolaso, c'era la Moratti,
c'era Letta grande,
e c'era l'immancabile Silvio il piazzista,
col solito atteggiamento da venditore di pentole nei pullman per Lourdes.
Ora mi viene di dire,
saremmo ben contenti, oggi di dire bravi.
Invece.....
Quelli che secondo loro "speculavano,
strumentalizzavano,
manifestavano contro una decisione democratica..."
oggi hanno probabilmente qualcuno da curare.
E in alcuni casi sono figli. Anche molto piccoli.
La colpa non è di certo dell'inceneritore, che a quanto mi risulta,
non funziona manco, o almeno non del tutto.
La colpa è di un sistema.
Si può dire ogni cosa ed ogni contrario circa questa faccenda,
perchè davvero,
la prospettiva da cui la si guarda consente tutto.
Ciò che davvero è inaccetabile è che se ne parli ora
come di una cosa che non si sapeva.
Biutiful Cauntri  anno 2007
Una montagna di balle anno 2009
visibili gratuitamente ed in versione integrale su youtube,
sono solo 2 ottimi esempi,
ma potrei citare libri, servizi delle maggiori trasmissioni tv, ecc.
Ora, compare Alessia Marcuzzi con un cartello che dice che Gricignano d'Aversa non deve morire.
Oppure un servizio de Le Iene, che dice che una mamma è morta prima che il servizio stesso andasse in onda.
Dove era questa gente quando il loro padrone ha deciso di stoccare KILOMETRI E KILOMETRI
di munnezza non differenziata
nelle terre militarizzate?
Io credo che fossero a ritirare assegni negli uffici del loro, appunto padrone.
Che i soldi li ha fatti così.
Favorendo i suoi amici, sulla pelli dei miei nipoti.
E' possibile che i morti stiano in un aldilà,
io non ci credo,
ma è possibile.
Potrei fare nomi e cognomi di amici e parenti che si sono ammalati.
Oppure potrei fare nomi e cognomi di gente che ha passato le nottate a cercare di opporsi
a questo scempio e a questa mattanza,
rinunciando al sonno, al cibo e alla propria salute,
pur di bloccare tutto questo.
Non lo farò.
Mi piacerebbe però che chi ha avuto delle colpe,
ora pagasse.
Invece sono tutti lì.
Ancora con le mani in pasta,
ancora a dire che chi si opponeva era un criminale,
ancora a cercare un colpevole.
Nel video che ho postato,
al minuto 6:38, si sostiene che il futuro è dei giovani.
Tra quei giovani ce n'è qualcuno ricoverato che aspetta di morire.
Grazie sempre sistema.
Finalmente anche Alessia Marcuzzi può passare per Madre Teresa di Calcutta.


mercoledì 2 ottobre 2013

A mia figlia. Lettera aperta


Amore di mamma,
a poche ore dal tuo compleanno, voglio dirti che tornando indietro ti rifarei migliaia di volte.
Stai diventando grande, ti vedo crescere e vedo me che cresco con te.
In questi pochi anni sono successe tante cose.
Molte delle quali ti hanno coinvolta senza che tu potessi decidere.
Abbiamo deciso per te.
Ora che ti guardo, che vedo, netti, gli aspetti del tuo carattere che non hai intenzione di modificare,
le tue personali opinioni, la tua personale sensibilità,
capisco che non potrò intervenire in ogni aspetto della tua vita.
Andrai. E io, pur standoti accanto, non sarò con te.
Io ti auguro una vita di passioni.
Ti auguro di avere dei sogni, e di avere la forza di inseguirli.
Succederà che ti diranno che non si può.
Ti diranno che tanto è impossibile.
Ti diranno che è necessario essere belle, più belle ancora,
che è necessario essere attraenti, come quelle lì,
che è necessario fare in un modo oppure in un altro.
Quando accadrà, io ti auguro di avere abbastanza fiducia in te stessa
da poter ridere in faccia a chiunque provi ad abbatterti.
Succederà.
Ti offriranno falsi miti,
ti offriranno vie brevi
e false ideologie.
Ti inviteranno a stare da una parte
oppure da un'altra.
Così. Senza un reale perchè.
Io lo so.
Accadrà.
E sarà spesso difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
Spesso saranno luccicanti i palcoscenici peggiori,
saranno più belle le cose dalle quali stare lontane.
Sappi che faccio e farò tutto quanto in mio potere
per darti la possibilità di distinguere,
di essere onesta con te stessa, prima di tutto,
ma anche con chi ti seguirà.
Abbi stima di chi la merita,
ma non regalare la tua stima a chi non sa cosa farsene.
Sii sempre vigile,
cerca sempre di guardare quello che accade in te e intorno a te
con l'occhio critico di chi sa quello che vuole.
E non rinunciare a te stessa,
perchè tu, come tutti, sei unica nel tuo unico splendore.
Unica, come me, come chi legge queste parole.
Irripetibile.
Nessun altro al mondo, sa davvero cosa è giusto per te.
E quando sarai grande e ti diranno: "non fare figli,
ti rovinerà la vita, la carriera, non potrai più fare questo o quello".
TU RIDIGLI IN FACCIA.
Ridi in faccia alla grettezza di chi si nasconde dietro un dito,
per non riconoscere i propri errori.
Ridi in faccia a chi dice "tuo figlio, non è un mio PROBLEMA"
Un figlio, tu, come qualunque altro bambino o bambina,
tu, voi, non siete un problema.
Siete il futuro.
Ed è vero che la tua vita cambierà. Ma in meglio.
Non è vero che non ci si può realizzare da mamme,
non è vero che si deve rinunciare alla propria vita.
NON CREDERCI.
Se avrai sogni onesti,
potrai sempre inseguirli,
costerà fatica,
combatterai guerre disarmata, nuda contro i carrarmati di una certa realtà.
Ma se saprai cosa inseguire,
sarai una donna felice.
E quando anche non dovessi realizzare le tue aspirazioni,
amore,
guardati intorno,
ci sono mille altre cose che potranno appassionarti.
Basta restare curiosi e non lasciarsi convincere da chi ha interesse a farti credere che è così.
Sappi e siine certa,
il mondo è pieno di cose meravigliose,
di persone speciali,
di possibilità di felicità.
Mantieni te stessa, e saprai guardare tutto con l'occhio del giusto.
Saprai avere opinioni diverse,
saprai avere stima e fiducia nelle persone che conoscerai e che la meriteranno.
E trattieni accanto a te,
avendone cura, le persone che ami,
che meritano il tuo amore,
anche quando avrai dei punti di vista diversi dai loro.
Ti auguro di mantenere questa luce negli occhi,
questo sorriso sornione
e questo cervello sempre in movimento.
Io non ci sarò.
Ma tu saprai come fare, anche senza di me.
Buon compleanno

martedì 17 settembre 2013

ricordo l'allattamento come l'inferno, ma .......



Qualche giorno fa, passeggiando per la città ho incontrato un'amica che ha da poco partorito.

Appena mi ha vista ha detto:
"ti ho pensata tanto in questi giorni.
Avevi ragione...questa non è vita!"
Quando durante la sua gravidanza, io le parlavo della mia esperienza riguardo all'allattamento,
tra l'altro tralasciando i particolari più scabrosi e anche un pò indorandole la pillola, 
lei era una di quelle che diceva che era di certo perchè io l'avevo presa male...
beata innocenza!!!!
Comunque, dopo 10 mesi di allattamento,
direi che superato quel periodo, non ho avuto momenti paragonabili, in quanto a stress e avvilimento.
Ma solo perchè....
non avevo idea di cosa fosse l'epoca dei perchè.
Mia figlia, subdola, in realtà non chiede esplicitamente "Perchè...."
lei dice: "MAMMA, PER FAVORE, MI SPIEGHI COME MAI....?"
e giù OGNI FORMA di domanda.
Si va dalla scienza, alle arti, alla geografia, alla cucina,
che manco il campionato mondiale di Trivial Pursuit.
Nello specifico, poi devo ammettere, che su moltissime delle materie citate
io sono ignorante quanto il tavolino di compensato di casa mia.
Che dirle?
Fare finta di niente? 
Noooo, lei ti rincorre e ti martella fino a che non le dici qualcosa.
Dire una cosa qualunque ? 
Nooooo, ti sburgiarderà alla prima occasione utile perchè la sua memoria è composta di diversi terabyte  che manco i cervelloni della Nasa, e si ricorda tutte le risposte che le hai dato.
Dirle una bugia ?
Nooooo, prima regola del genitore impeccabile è non mentire ai tuoi figli, pena ogni forma di punizione terrena, di traumi e di ossessioni compulsive quando avrà 80 anni!
Allora, che fare?
Ho trovato milioni di consigli sul web: si va dal semplificare, all'inventare storie moralizzanti, dal mandarla da un terapeuta, al distrarla con le molotov.
Io, che sono la reietta di tutte le mamme reiette, ho escogitato questo sistema.
Le dico semplicemente che NON LO SO.
Ma se vuole mi informo e le faccio sapere.
Le conversazioni con mia figlia, ormai, mi fanno sentire come gli addetti alla selezione del personale...
le faremo sapere.


venerdì 31 maggio 2013

non sono una mamma coi dread!


L'altra mattina ho avuto un incontro bizzarro.
Parlavo con una persona che si occupa di bambini  e che sosteneva la necessità di tenerli il più possibile lontano dai marchi, addirittura di evitare giocattoli con loghi vistosi.
L'episodio è avvenuto in presenza di un'amica con la quale condivido molti punti di vista, sull'educazione e sulla vita in generale.
La mia amica è saggiamente intervenuta, risparmiandomi di mettere le mani in faccia alla "operatrice-nologo".
Ora.
Io sono una mamma al limite del freak.
Sono stata da sola con mia figlia per più tempo di quanto non mi sia occupata di lei in "sharing".
Forse è anche per questo se cerco di tenerla lontana dalle mie ansie, e ne ho diverse, e se tento ogni giorno di farle imparare che guardarsi intorno e cogliere i segnali esterni è fondamentale per vivere bene, con se stessi soprattutto.
Ciò detto, nella mia "libertinaggine", non ho mai, ovviamente, giudicato il comportamento di altri nei confronti dei propri figli, a parte in casi estremi di violenza, fisica o psicologica.
Fatto sta che ultimamente, complice il quartiere ad altissima densità di coppie con figli, mi guardo intorno e vedo un bel pò di quelle che io chiamo le "mamme con i dread".
Questo tipo di mamma è quella che nascondendosi dietro teorie pedagogiche talvolta condivisibili, si dimentica di guardare ai propri figi come a qualcosa di unico e con caratteristiche proprie ed irripetibili.
Bimbi che si rotolano tranquillamente in giardini pieni di ogni sorta di scarto umano, che cercano in ogni maniera di attrarre un'attenzione che non riceveranno.
Mamme che si preoccupano delle sorti di qualunque destino, in qualunque parte del mondo e pochissimo di quello che aspetta i loro figli al varco della società, fuori dai loro nidi.
Le guardo tra la sensazione di stupore e disadattamento che mi provocano.
E penso che non lo condivido, che non vorrei essere così, che non mi piacerebbe vedere mia figlia intrappolata in una ricerca ossessiva di "qualcosa da fare" mentre mamma fa altro.
Lo dico io che passo con mia figlia molto meno tempo di quanto vorrei.
Lo dico io che portavo i dread e li ho tagliati per mancanza di tempo per curarli.
Lo dico io che sono stata rimproverata più volte di lasciare a mia figlia troppa libertà di fare.
In parte mi imbarazzo di fronte a voi mamme coi dred, perchè mi chiedo se sono la sola a domandarsi quali siano i mezzi che i genitori sono "moralmente obbligati" ad offrire ai propri figli.
E se la capacità di giudizio, piuttosto che la libertà selvaggia non sia uno strumento molto più efficace in questa vita.





mercoledì 1 maggio 2013

Futura


Nella mia vita ho avuto diverse fortune.
Una di queste è stata incontrare Lucio Dalla.
Molto spesso, le persone note, viste da vicino,
in ambiti lavorativi soprattutto,
fanno schifo.
Lui.
Me lo porto nel cuore.
Ci siamo incontrati in un momento di transizione della mia vita,
in quel momento in cui la tua carriera può prendere la strada che ti porterà lontano,
oppure quello del ritorno a casa o comunque verso altri lidi.
Non gliel'ho detto, ovviamente, perchè sul lavoro non si discute di cose personali,
ma ho sempre pensato che lo avvertisse da sè.
La sua è stata una delle poche "vicinanze" che ho sentito sincere.
Gli dedico questo post perchè, anni dopo, questa canzone
è stata il riassunto di quello che avrei voluto,
la colonna sonora della mia gravidanza in semi solitudine.
Erano tanti anni fa ed ora tutto è diverso.
Il futuro è arrivato, ed è una bambina spettacolare.
E quello che il mio compagno dell'epoca disse in fondo è vero:
chi mi conosce, sa bene che in fondo sono una persona sensibile!

lunedì 7 gennaio 2013

Voglio una sorellina grande e forte come me (mannaggia PeppaPig!)




Il momento doveva arrivare.
Si sa!
Ti è piaciuto farla ragionare?
Ti è piaciuto spronarla all'autonomia?
Sei stata orgogliosa di mostrare a te stessa i risultati di tanto impegno?
Ecco, bravissima. Mo t'attacchi!

Il fatidico giorno del "voglio una sorellina" è arrivato.
Peppa Pig e le sue frasette hanno fatto la loro parte,
ma di certo, un'esigenza di combattere la solitudine c'è!

Allora io e il mio compagno (che non è suo padre), abbiamo cercato,
di spiegarle un pò come funziona.

Una spiegazione semplice, il semino, si mette nella pancia e cresce.
Io temevo che mi chiedesse perchè non con il suo papà.
E mi ero molto preparata alla risposta.

Infatti la domanda non c'è stata. (solita sfiga!)

In compenso c'è stata una lunga spiegazione sul perchè lei vuole una
SORELLINA o una FRATELLINA.
E cioè non un maschietto.

Amore di mamma, le ho detto sudando,
non si può decidere il semino come diventerà.
Quando cresce, cresce come vuole
e poi come viene viene, te lo devi tenere!
Anche quando stavi tu nel pancione,
mica io avevo deciso.
Ok? Ok? Ok?
Lei ha argutamente finto di comprendere.
E di accettare questo dato di fatto.

Poi, lei che è un genio, vero,
ha aspettato di rimanere da sola con lui,
il mio fidanzato, e gli ha detto:

"Allora, ti devo spiegare, come si fa ad avere una sorellina!"

Mi serve una tata...
no, una psicologa infantile..
no, anzi....un esorcista!


martedì 18 settembre 2012

non sono una signora


non ho mai ben capito il senso di questa canzone...
Cioè se è una canzone vetero-femminista, o vittimista, o di emancipazione dalla sottomissione.
Tra l'altro, lei vestita da sposa è strepitosa, che ti farebbe venire voglia di andare al festivalbar, solo per metterti sto vestito.
Comunque volevo dire che nel mio sdoppiamento di personalità, nel mio striplamento e squadruplamento, alle volte, mi danno del tu e pensano che io sia una giovinetta, alle volte mi chiamano signora e mi danno del lei, soprattutto quando è presente mia figlia.
Ok succede a tutte/i.
Quando veramente mi girano è quando io,
ma senza appendice figliesca,
incontro un ragazzino/a,
e mi dice tipo
"Scusi...signora!!!!"
Allora io sorrido, altezzosa e comprensiva dallo scranno della mia esperienza di donna vissuta, che potrebbe essere tua mamma, ragazzino brufoloso, seccoloso e pieno di ormoni sopiti.....
Sorrido, distante, mentre vorrei ucciderti nella più pulp delle maniere e canto.
E nel mio cervello la ringrazio.
Grazie Signora Bertè.
Grazie di cuore, per averci dato una colonna sonora per questi momenti.

Piccola nota a margine:
non sono una signora
non sono una che vuole fare la ragazzina
non sono una che non si è rassegnata al passare degli anni
non sono una milf
non sono una vecchia
non sono una povera mamma sola
non sono un sacco delle cose che si dicono per far prendere aria alle gengive.